Nel 1999 il papà di Gaetano se ne va su in cielo e gli lascia in eredità su questa terra alcuni  terreni agricoli e dei boschi a Sirtori. Gaetano, che è nel mezzo della sua vita e cerca di trovare un senso al senso della vita, vende tutti i terreni che ha ricevuto perchè c’erano sopra dei piloni della luce, si guarda un pò intorno proprio vicino alla sua casa di famiglia, e trova il vecchio Borgo tutto diroccato di Galbusera Bianca: un piccolo mondo a parte di paradiso perduto circondato da colline ma travestito da inferno, con i terreni abbandonati e le case crollate per incuria, sospeso sulla Valle del Curone a mezz’aria tra la terra e il cielo.
Pensa che possa essere un buon progetto di vita per sè e per i suoi figli Fragola e Gibi, e così ci progetta e costruisce un Paradiso ritrovato dove “la terra nutre l’uomo che cura la terra”, e inizia a piantare varietà antiche di mele, pere, prugne, fichi, peschi, pomodori, e ortaggi vari.
Galbusera Bianca era piccolo Borgo composto da 1 casa padronale, 3 cascine e 1 stalla, già noto nel 1348 con il nome di Valbissera. L’etimologia del nome è nella radice latina “Gallicus Albus Agger” (Bianche fortificazioni galliche), mentre il distinguo “bianca” sembra legato alla coltivazione dell’uva bianca. Il fondo agricolo è composto da 20 ettari in zona collinare terrazzata e coltivata a vigneto e frutteto, nel centro del Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, 40 km. a nord di Milano verso Lecco.
Nel 2005 diventiamo la prima Oasi privata affiliata al sistema Oasi WWF.
Nel 2008 inizia il cantiere per la ricostruzione del Borgo.
Nel 2013 finiscono i lavori e si aprono le porte del Paradiso.