“Noi siamo ciò che mangiamo”. L’azienda agricola biologica (certificazione IMC) e biodinamica (certificazione Demeter), si prende cura di 20 ettari (14 agricoli e 6 boschivi), è Oasi WWF dal 2005, è specializzata in biodiversità di antiche varietà di frutta e ortaggi ed è un piccolo paradiso immerso nella natura a soli 40 km da Milano,  è raggiungibile in treno e metro in 50 minuti circa, e 20 km dal Lago di Como nel Parco di Montevecchia e della Valle del Curone nell’Alta Brianza. 

Gli alimenti prodotti nel mondo di Galbusera Bianca sono parte fondamentale del suo progetto, ne costituiscono la motivazione originaria. Galbusera Bianca è un’azienda agricola biodinamica in Brianza/Lombardia, dove i frutti della terra coltivati dalla mano consapevole dell’uomo diventano nutrimento fisico e spirituale per l’uomo stesso. Coltiviamo soprattutto frutta, da trasformare in succhi e conserve e da consumare nel ristorante bio dell’agriturismo, e poi ortaggi ed erbe officinali trasformate in tinture.

Il metodo biodinamico in agricoltura consiste nel cercare l’equilibrio del terreno, delle piante coltivate, degli animali e dell’uomo inseriti in un sistema di forze cosmiche, e considerati tutti come organismi viventi che collaborano per costruire un universo armonico di forze vitali. L’Oasi di Galbusera Bianca è un “giardino da mangiare”, con una grande attenzione per le forme, i colori e la vitalità dell’agricoltura e del paesaggio, con qualità di frutta e di verdura dai sapori antichi e speciali, da consumare sia freschi che trasformati in succhi con alte qualità nutrizionali e terapeutiche. Dal 2001 abbiamo piantumato un vivaio e raccogliamo varietà di frutta e verdura antica soprattutto autoctona.

COSA E’ L’AGRICOLTURA BIODINAMICA
L’Agricoltura Biodinamica nasce nel 1924 in un meeting organizzato da centinaia di agricoltori tedeschi, i quali pregarono Rudolf Steiner, filosofo, ricercatore e fondatore dell’Antroposofia, di occuparsi insieme con loro dei problemi emergenti nella giovane agricoltura chimica. Emersero allora nuovi punti di vista attraverso cui guardare i fenomeni della Natura e, in particolare, quelli connessi con l’attività produttiva umana…

Il limite e la parzialità del punto di vista di una scienza agraria fondata sull’applicazione di schemi di natura fisico-chimica emersero allora con forza tra gli agricoltori, e si gettarono le basi per una concezione, diremmo oggi “olistica”, dell’azienda agricola in relazione con l’ambiente circostante, col pianeta e, infine con il cosmo dei pianeti e costellazioni.
Nulla è solo a se stesso, ma è interconnesso in una complessità di relazioni che travalicano gli aspetti puramente fisico-chimici. In biodinamica si parla di “Organismi”, intendendo con essi tutti quei sistemi compiuti di relazioni viventi che individuiamo nella nostra osservazione non solo materiale. Una pianta è un organismo vivente così come il sistema humus-terreno, il compost, l’animale, l’azienda agricola, il pianeta, il sistema planetario. Riconoscere queste realtà e operare non seguendo solo pensieri di causa-effetto chimico-fisici, ma osservandole alla maniera di Goethe, significa sperimentare un pensare diverso, mobile: artistico.

Ecco quindi che l’agricoltura biodinamica non è un metodo, ma un percorso che, attraverso metodi e tecniche, a misura dei singoli casi, porta l’agricoltore ad essere creatore di un organismo aziendale denso di vita e diffusore di prodotti sani e di particolare vitalità.

(Testo di Marco Serventi , www.agricolturabiodinamica.it)

Quali sono gli scopi dell’Agricoltura biodinamica?
1) Accrescere e mantenere la fertilità della terra, attraverso il fattore fondamentale dell’humus.
2) Produrre piante e animali che non solo siano sani, ma che abbiano al massimo grado sviluppate le loro qualità tipiche.
3) Migliorare la vitalità delle sementi perché le piante da esse derivate possano “dialogare” con efficienza con i componenti dell’organismo aziendale e planetario in cui si trova.
4) Produrre alimenti che rafforzino il metabolismo umano in modo tale che lo sviluppo fisico-animico e spirituale dell’uomo avvenga in modo armonico e sano…

Una visione globale della vita del pianeta consente al biodinamico di poter operare con gli elementi minerali, vegetali e animali in maniera da inserirsi nei fenomeni della Natura in modo mirato e rispettoso. La conoscenza dei meccanismi non solo materiali, ma anche delle forze vitali che muovono tali meccanismi è una delle prerogative della biodinamica, così come il superamento di una visione meccanicistica dei fenomeni per acquisirne una più complessa ma anche più fondata sull’uso dei nostri sensi. L’uso delle nostre percezioni acquista, con l’agricoltura biodinamica, una importanza capitale, in quanto i processi della natura che sono tipici della nostra azienda possono essere sperimentati e ed elaborati, nel tempo, in un’immagine del proprio organismo agricolo con la quale l’agricoltore lavorerà trovando le soluzioni ai problemi tecnici e pratici. L’applicazione di concetti ed esperienze derivate dall’approccio sperimentale della chimica e della fisica di laboratorio ha il limite di un solo punto di vista molto specifico quando si approccia ad un governo delle forze che governano l’ambiente naturale ed agricolo. Operare con le forze che generano e muovono la vita non può essere solo determinato dall’uso degli strumenti derivati dalla chimica e dalla fisica. Il mondo vegetale e quello animale faticano a produrre sempre più vita, nell’ambito del sistema ecologico Terra, quando li si approcci e li si modifichi solo dal punto di vista della componente, per così dire, minerale. Il minerale non determina da se stesso organismi viventi. Ciò che vive può nascere solo da ciò che già possiede vita. Dunque occorre ed è possibile trovare vie nuove per operare con le piante e gli animali.

L’agricoltura biodinamica è un importante tentativo di governo di parte della natura attraverso strumenti nuovi generati dai processi di vita della natura stessa.

STRUMENTI OPERATIVI
La vita nella natura e nel pianeta si esprime attraverso dei ritmi. L’agricoltore opera dentro di essi, entra nei ritmi delle piante e degli animali della sua azienda. Ma anche entra in quelli del terreno che espira ed inspira in momenti precisi, così come nei ritmi dell’acqua, della luce, del sole, della luna, dei pianeti e delle stelle. Un grande complesso di ritmi segna il respiro di ogni componente della nostra galassia, così come di ogni microrganismo del terreno…

Dai pianeti al più piccolo essere che opera nella vita terrestre. Il gioco dei ritmi può essere portato, attraverso l’operare dell’agricoltore nell’ecosistema aziendale, a favore della produzione di alimenti di qualità più alta possibile.
Ecco lo scopo fondamentale dell’agricoltore biodinamico: produrre alimenti di più alta qualità e vitalità possibile, affinché gli esseri umani possano trarre forze sane per il proprio sviluppo fisico, animico e spirituale.

Gli strumenti operativi più importanti dell’agricoltore biodinamico sono:
– le rotazioni agricole
– i preparati biodinamici
– il compostaggio in cumuli o di superficie
– il calendario lunare e planetario delle semine e delle operazioni colturali
– le lavorazioni non distruttive del terreno
– la concimazione di qualità attraverso sovesci particolari e concimazione con compost trattato con i preparati biodinamici.

L’ANIMALE IN AZIENDA
Da quel che avete letto finora si deduce l’importanza che hanno gli animali in un’azienda biodinamica. Gli effetti della presenza degli animali, i bovini in primo luogo, in un’azienda sono enormemente benefici e cambiano gli equilibri di forze producendo un forte salto di qualità dell’azienda. Solo la produzione di letame consente di poter avere a disposizione un prezioso ingrediente per una concimazione che produca humus…

Perché l’unico modo per contrastare la desertificazione in atto in tutto il pianeta è quello di produrre humus nei terreni. Con esso il terreno agrario diviene una “pelle” vera e propria del pianeta. Un involucro vivente che riesce a rendere nel tempo il terreno capace di indipendenza dalle condizioni atmosferiche, essendo un terreno umico capace di trattenere acqua e di traspirare in una sorta di autoregolazione così come nella pelle degli animali.

Il letame trattato con appositi preparati biodinamici che regolano direttamente le forze che intervengono nel compost e nella maturazione della sostanza organica, secondo opportune tecniche e metodi, è lo strumento principe per l’aumento di humus nei terreni agricoli. Naturalmente non tutte le aziende biodinamiche in Italia hanno bestiame, per diversi motivi. Questo però non impedisce a queste aziende di potersi organizzare tra loro per una sorta di “rete” insieme a quelle che hanno animali per ovviare in parte alla loro non completezza.

Uno dei concetti fondamentali della biodinamica è, infatti, quello di azienda a “circolo chiuso”, cioè di organizzazione aziendale in cui poco o nullo è l’apporto di materiali ed energia dall’esterno. Un organismo aziendale completo riesce a ricavare dalla propria organizzazione quasi la totalità dei mezzi di produzione (semi, concimi, sostanze per difesa delle piante, ecc.), riducendo ai minimi termini quello che occorre dall’esterno (gasolio, mezzi meccanici, ecc.). Se il contesto socio-economico oggi non consente ad un’azienda di poter essere pienamente a circolo chiuso, si può ricorrere ad una collaborazione territoriale tra aziende che nel loro insieme possano anche parzialmente ovviare alla loro singola carenza.