I BOSCHI IGROFILI

L’habitat dei boschi igrofili (Alno-Ulmion) di ontano nero è uno dei tre habitat di interesse prioritario per la conservazione della natura dell’Unione Europea presenti nel Parco di Montevecchia e della Valle del Curone in Brianza. Si tratta di boschi che vegetano su terreni ove per lungo tempo si hanno fenomeni di ristagno dell’acqua. Questi luoghi, come la maggior parte delle zone umide, sono stati nel tempo frequentemente bonificati: attraverso l’apertura di fossati o simili, l’uomo ha operato per allontanare le acque e consentire quindi il prosciugamento dei suoli. Sono quindi rari i boschi igrofili oggi rimasti, sfuggiti all’azione “razionalizzatrice” dell’uomo, e la tutela di queste formazioni è quindi da considerare di importanza prioritaria. Boschi di questo genere si osservano normalmente nelle aree periodicamente allagate lungo i grandi fiumi della pianura o al piede dei versanti dove si ferma l’acqua.
L’ontano nero (Alnus glutinosa) è la specie arborea principale di queste formazioni ed è in grado di sopravvivere anche in ambienti sempre inondati. Quando le condizioni ambientali diventano meno limitanti, i suoli meno difficili, umidi ma con minor frequenza di ristagno, compaiono altre specie, e fra esse la più significativa è sicuramente l’olmo (Ulmus minor). Questo albero in passato caratterizzava con la sua presenza imponente i boschi di pianura, ma è stato falcidiato negli ultimi decenni da un fungo parassita e solo pochi individui raggiungono oggi grandi dimensioni. Altri alberi che si possono incontrare in questi boschi sono il pioppo nero (Populus nigra), alcuni salici, il pado o ciliegio a grappoli (Prunus padus). Anche qui si penetra però la robinia (Robinia pseudoacacia), una specie esotica di origine nord-americana, utilissima per l’elevata produttività di legname ma purtroppo fortemente infestante.
Nel sottobosco vegetano diverse specie arbustive, fra le quali è particolarmente appariscente nel periodo della fioritura e della fruttificazione il viburno o pallon di maggio (Viburnum opulus). Ad esso si accompagna spesso la frangola, (Frangula alnus), soprattutto sul margine del bosco. Ma è soprattutto nello strato erbaceo, meno appariscente, che vegetano le specie più caratteristiche di questo ambiente, quali l’olmaria (Filipendula olmaria), il cardo giallastro (Cirsium oleraceum), i carici (Carex pendula e Carex remota), la valeriana (Valeriana dioica) a cui spesso si uniscono gli equiseti.
Fra le specie animali che frequentano questi boschi, le più importanti non sono legate ad essi in forma esclusiva, ma sono invece legate soprattutto alle pozze presenti negli ambienti umidi. E’ il caso della Rana di Lataste (Rana latastei), una specie endemica della Pianura Padana (cioè che vive esclusivamente in Pianura Padana e nelle sue immediate vicinanze), la cui tutela è di particolare importanza, delle salamandre e del tritone crestato e, fra gli uccelli della cincia bigia (Parus palustris) il variopinto martin pescatore (Alcedo atthis), anch’esso specie di particolare interesse per l’Unione Europea.

Il Progetto LIFE Natura 1998
I boschi igrofili nel Parco sono ormai ridotti a pochi lembi di piccole dimensioni, posizionati
• nelle aree coltivate, in alcune vallecole anguste, poco interessanti per l’attività agricola;
• in una stretta fascia lungo i torrenti, laddove questi rallentano, divagano, esondano e si impaludano;
• in aree di cava abbandonata, dove il terreno argilloso trattiene maggiormente l’acqua;
• su superfici in cui è cessata l’attività agricola e quindi l’azione di bonifica conseguente.

Questi ambienti devono quindi essere particolarmente tutelati e devono essere eliminati i fattori di degrado ed alterazione. Nel Parco, con il sostegno dell’Unione Europea, sono in corso alcuni azioni per la tutela di questo habitat, nell’ambito del Progetto LIFE Natura 1998 “Valle Santa Croce – Valle del Curone: tutela habitat di interesse prioritario”: lungo i ruscelli e nelle vallecole vengono realizzati piccoli sbarramenti per rallentare la velocità delle acque ed aumentare quindi l’umidità del terreno. Nei boschi si eseguono tagli per eliminare le specie esotiche, nonché per prevenire schianti che darebbero luogo ad un eccesso di luminosità. Vengono infine eseguiti impianti di ontano nero e delle altre specie che caratterizzano questi ambienti ai margini dei boschi già esistenti e nelle radure di maggiori dimensioni, con la finalità di aumentare la dimensione dell’ecosistema forestale, e tramite essa la stabilità.

Dove osservare i boschi igrofili?
Le aree più interessanti per l’osservazione di questi boschi sono situate lungo il Curone
• nella parte più alta della valle;
• a nord della cascina Fornace superiore;
• a valle di C.na Valfredda;
• nei pressi dei campi sportivi di Montevecchia.
Lungo la Molgoretta è invece possibile osservare questi boschi lungo la strada che da Lomaniga porta a Valle Santa Croce.